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title: "La Festa della Sensa: il giorno in cui Venezia sposa il mare"
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date_modified: 2026-04-15
author: "francesco.pesce@elan42.com"
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# La Festa della Sensa: il giorno in cui Venezia sposa il mare

- [Maggio 12, 2025](https://veniceredhouse.com/it/2025/05/12/)

Ogni città ha la sua festa. Ma a Venezia, le feste non sono solo tradizioni: sono memorie vive, rituali che continuano a parlare al presente.  
Tra queste, la Festa della Sensa è forse la più simbolica, la più profondamente veneziana. Non solo perché si celebra sull’acqua, ma perché rievoca ciò che più di ogni altra cosa definisce questa città: il suo legame indissolubile con il mare.

## Un rito che attraversa i secoli

La Sensa si celebra ogni anno nel giorno dell’**Ascensione**, che in veneziano si dice appunto *Sensa*. La storia ci riporta al **9 maggio dell’anno 1000**, quando il doge Pietro II Orseolo guidò una spedizione per proteggere le popolazioni della Dalmazia, minacciate dalle incursioni slave. Fu un’azione politica e militare, ma anche un atto di visione: segnò l’inizio della supremazia veneziana sull’Adriatico.

Due secoli più tardi, nel **1177**, un altro doge, Sebastiano Ziani, accolse a Venezia Papa Alessandro III e l’imperatore Federico Barbarossa. Fu un momento storico: tra le calli e i canali si firmò una **pace solenne** che mise fine a una lunga disputa tra Papato e Impero. E fu proprio in quell’occasione che il Papa, per celebrare la centralità diplomatica di Venezia, donò al Doge un anello. Un oggetto semplice, ma carico di significato: **un anello nuziale**.

Da quel gesto nacque la cerimonia più suggestiva della Repubblica: il **matrimonio mistico tra Venezia e il mare**.

## Il giorno del matrimonio

Nel giorno dell’Ascensione, il Doge saliva a bordo del maestoso **Bucintoro**, accompagnato da senatori, ambasciatori, musici e rematori. La cerimonia era curata nei minimi dettagli: il Doge indossava il manto d’oro, il corno ducale, le calze rosse e i calzari preziosi. Si salpava verso la bocca di porto del Lido, dove il vescovo di Castello benediceva il mare con acqua santa, sale e un ramo d’ulivo. Poi, nel silenzio solenne della laguna, il Doge lanciava in acqua un anello d’oro, pronunciando la formula latina:

*«Desponsamus te, mare. In signum veri perpetuique dominii»*  
*“Ti sposiamo, o mare, in segno di vero e perpetuo dominio”*

Era un gesto di potere, certo, ma anche un atto di riconoscenza. Perché senza il mare, Venezia non sarebbe mai nata. E senza il mare, non sarebbe mai diventata Venezia.

## La Sensa oggi

Molto è cambiato, ma la bellezza del rito è rimasta intatta. Oggi, a rinnovarlo, è la città stessa: il **Comitato Festa della Sensa**, insieme al **Coordinamento delle Associazioni Remiere di Voga alla Veneta**, da oltre venticinque anni fa rivivere questo momento unico.

Il corteo parte da San Marco. In testa c’è la “**Serenissima**”, l’imbarcazione che prende il posto del Bucintoro, su cui salgono il sindaco e le autorità cittadine. Seguono **decine di barche a remi**, condotte da vogatori in abiti tradizionali, che scivolano sull’acqua in un silenzio che sa di rispetto.

È una Venezia che si guarda allo specchio, che si riconosce. E che si racconta non con parole, ma con gesti: lenti, precisi, profondi. Nessuna finzione, nessuna teatralità. Solo una città che, per un giorno, torna a essere ciò che è sempre stata.

## Un invito a guardare da vicino

Per chi visita Venezia, assistere alla Sensa è un privilegio. Non è un evento che si trova sulle guide turistiche o nei programmi dei grandi tour: è **una festa di chi la città la vive e la ama**, un appuntamento che scivola via senza clamore, ma che lascia una traccia profonda in chi ha la fortuna di esserci.

**Il consiglio?** Svegliarsi presto. Raggiungere le rive di San Marco o il pontile del Lido. Ascoltare il suono dei remi, osservare le barche che avanzano, leggere nei volti dei vogatori la fierezza di chi custodisce un’eredità antica. E poi, nel momento in cui l’anello tocca l’acqua, lasciarsi attraversare dal pensiero che – almeno per un istante – **il tempo a Venezia può davvero fermarsi**.

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