Dal 31 gennaio al 17 febbraio Venezia torna a essere un teatro a cielo aperto: tra Piazza San Marco, l’Arsenale e i campi, con la Festa delle Marie e i profumi di fritoe e galani che invadono le calli.
A Venezia il Carnevale non è soltanto una festa: è un modo diverso di abitare la città. Nei giorni in cui le maschere compaiono già al mattino, e la sera sembra durare un po’ più a lungo, Venezia si concede il lusso di essere teatrale senza sforzo. L’edizione 2026 si svolge dal 31 gennaio al 17 febbraio e porta un tema dichiaratamente “epico”: “Olympus – Alle origini del gioco / The origins of the game”, un omaggio all’anno olimpico, tra mito, sfida e meraviglia.
Qui sotto trovi una guida narrativa e chiara agli appuntamenti principali di quest’anno (quelli che vale davvero la pena segnare) e alle tradizioni culinarie che, più di ogni programma, raccontano Venezia in febbraio.
Il weekend di apertura: la città si accende (31 gennaio – 1 febbraio)
Il primo weekend è pensato come un invito, più che come una maratona: spettacoli diffusi, campi che diventano palcoscenici, e quell’energia da “inizio di storia”.
Sabato 31 gennaio, Piazza San Marco apre le danze con il Gran Ballo di Carnevale con Bridgerton (17:00–19:00): costumi, coreografie e un’aria da salone settecentesco, ma sotto il cielo di Venezia.
Domenica 1 febbraio arriva la tradizione più veneziana possibile: la Festa Veneziana – Corteo acqueo (circa 11:00–12:30), una sfilata di imbarcazioni tradizionali lungo il Canal Grande, guidata dalla celebre “Pantegana” di cartapesta.
Nello stesso weekend parte anche l’anteprima del Venice Carnival Street Show, con artisti di strada e performance diffuse tra Venezia e Mestre: è il Carnevale “che ti viene incontro”, quello che incontri per caso in un campo e ti fa fermare senza volerlo.
Le Marie: che cosa sono (e perché a Venezia contano davvero)
Se non le hai mai viste, “le Marie” possono suonare come un riferimento misterioso. In realtà sono uno dei racconti più antichi del Carnevale veneziano, riportato in auge in tempi moderni e oggi diventato un vero filo narrativo che accompagna tutta la festa.
La Festa delle Marie rievoca un episodio storico: secondo la tradizione, nel 973 dodici giovani donne veneziane furono rapite durante i festeggiamenti legati alla Purificazione di Maria e poi liberate dopo un inseguimento organizzato dal Doge. Da allora, per secoli, Venezia ha celebrato l’evento con rituali che sono cambiati nel tempo fino a diventare la rievocazione elegante e simbolica che conosciamo oggi.
Oggi le Marie sono “ambasciatrici” del Carnevale: presenza scenica, artigianato, costume, cerimonia. Seguirle significa vedere Venezia che mette in scena una parte di sé, con grazia e orgoglio.
La Festa delle Marie 2026: le date da ricordare
Nel 2026 il percorso delle Marie è scandito da appuntamenti chiari.
La selezione delle 12 Marie è prevista sabato 31 gennaio alla Scuola Grande San Giovanni Evangelista (con orario indicato nel programma, dalle 15:00).
Il momento più iconico, perché tutto veneziano, è sabato 7 febbraio, con il tradizionale corteo acqueo e la presentazione ufficiale in Piazza San Marco.
Il capitolo “da teatro” arriva lunedì 16 febbraio con l’elezione della Maria dell’Anno alle Sale Apollinee del Teatro La Fenice, mentre la chiusura pubblica e festosa è martedì 17 febbraio con la proclamazione in Piazza San Marco.
L’Arsenale la sera: “Il Richiamo di Olympia”, lo show sull’acqua
Se cerchi l’evento più “wow” dell’edizione 2026, l’Arsenale è il cuore scenografico. L’Arsenale Water Show – Il Richiamo di Olympia va in scena dal 6 all’8 febbraio e poi dal 12 al 17 febbraio, con doppio spettacolo alle 18:45 e alle 21:00.
È la Venezia che ama stupire con eleganza: acqua, luce, performance, e quella sensazione rara di assistere a qualcosa che esiste davvero solo qui.
La Commedia dell’Arte nei campi: palchi in legno e teatro “come una volta”
Accanto ai grandi eventi, c’è il Carnevale più veneziano: quello del teatro popolare, delle maschere e della commedia. La rassegna L’Arte della Commedia porta spettacoli su palchi in legno allestiti “come secoli fa”, a partire da sabato 7 febbraio 2026, tra Campo Santo Stefano, Piazza San Marco e altri campi.
È perfetta se ami un Carnevale che non è soltanto fotografia, ma ritmo, battuta, presenza.
I riti storici del Carnevale: il “Taglio della testa del toro”
Tra le rievocazioni più antiche c’è il Taglio della testa del toro, indicato in programma per giovedì 12 febbraio in Piazza San Marco: un rito medievale legato alla storia della Serenissima, oggi riproposto in forma scenica tra simboli, costumi e narrazione.
La Venezia “da palazzo”: l’Official Dinner Show in maschera
Per chi vuole vivere l’aspetto più mondano (e più Settecento) del Carnevale, c’è l’Official Dinner Show – Il Canto di Ambrosia a Ca’ Vendramin Calergi, in calendario il 7 e 8 febbraio e poi dal 12 al 17 febbraio, con inizio alle 21:00 (serate fino a notte).
È un’esperienza che richiede un certo rituale, a partire dal dress code in costume d’epoca: qui non si “assiste” soltanto, si entra nella scena.
Tradizioni culinarie: fritoe, galani e l’inverno che profuma di zucchero
Se c’è un gesto semplice che ti mette immediatamente in modalità Carnevale, è entrare in una pasticceria e scegliere “a occhi”, senza fretta. A Venezia, in questo periodo, i dolci non sono un contorno: sono una colonna sonora.
Le regine sono le “fritoe venexiane“, tonde, dorate, spesso con uvetta e pinoli, ma anche ripiene (crema, zabaione, cioccolato). Insieme a loro trovi le castagnole, piccole e irresistibili, e i galani (altrove “chiacchiere” o “crostoli”), sottili e friabili, spolverati di zucchero a velo.
Il consiglio, qui, è veneziano fino in fondo: provali in posti diversi. La stessa ricetta cambia mano per mano, e ogni banco ha una sua firma.
Due dritte finali per vivere bene il Carnevale (senza rincorrerlo)
Il Carnevale di Venezia non premia chi vuole vedere tutto. Premia chi sceglie bene. Un grande evento la sera (Arsenale, se ti piace lo spettacolo), un rito di tradizione (corteo acqueo, Marie), e poi spazio libero per ciò che succede fuori programma: una maschera incontrata in un sottoportico, una scena di teatro improvvisa in un campo, una frittella mangiata camminando.
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